Tolkien...Che C'azzecca?

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La "location" decisa per ambientare le foto dei nostri capi è stata scelta tra centinaia di alternative altrettanto affascinanti. Abbiamo deciso per questa perchè ci ricorda Amon Sùl, il Colle Vento de La Compagnia Dell'Anello.

A proposito...Un personaggio di discreta cultura mi ha chiesto:"capisco le implicazioni che hanno portato a collegare questa linea d'abbigliamento alla sigla R.S.I., tuttavia non capisco cosa c'entrino Tolkien ed Il Signore Degli Anelli".

Nonostante il livello culturale, non ho voluto rispondere in pieno, perchè certe cose non sono da spiegare o da comprendere, si sentono e basta.

Gli ho risposto che dare quei nomi ai capi di vestiario era una trovata commerciale, perchè sarebbe stata nostra intenzione cavalcare l'evento dell'uscita de Lo Hobbit sul grande schermo, per mettere contemporaneamente in vendita i nostri articoli.

La realtà è un'altra e molti di voi che ci seguite sanno bene di cosa parlo.

Il Signore Degli Anelli è stato la Stele di Rosetta di una generazione. E' stato il mezzo con il quale riuscimmo a comunicare con un mondo che non capiva quel che avevamo da dire. Un mezzo che non aveva etichette e che di conseguenza non era attaccabile da menti prevenute, anzi...Tolkien era sudafricano di sangue inglese e raccontava di mondi immaginari.

Per noi invece le vicende narrate erano realtà.

Sapevamo di essere considerati i più piccoli della Terra, un'entità sopravvissuta ad un mondo che stava cambiando e che tragicamente avrebbe accellerato la sua corsa verso l'abisso.

Bravi ragazzi, felici di stare e di essere Compagnìa, legati ad eterni valori spirituali, ai cicli della Terra ed alle sue Tradizioni, nei cui confronti avevamo un atteggiamento umile e rispettoso.

Qualcuno cantava così: "Noi leggiamo ciò che è scritto nel cielo, noi conosciamo il linguaggio della terra, eppure nessuno ha mai voluto parlare con noi."

D'improvviso ci trovammo ad essere portatori di un testimone, un anello ed una croce nel contempo, Eroi senza cappa e senza spada, investiti di una missione il cui fallimento avrebbe incatenato per sempre al buio tutta l'umanità.

Portando questo cerchio e questa croce avremmo attirato l'occhio vigile e malvagio di chi aveva ofuscato la mente degli uomini, che tutto stava travolgendo nel nome del progresso, del profitto e dell'industria.

E quando portammo a termine il nostro compito, lasciando indietro il ricordo di chi aveva tradito e di chi ci aveva lasciato per sempre, amaro fu constatare che non ci sarebbe più bastato riprendere la vita d'un tempo, che non Onore e Gloria sarebbe stati il tesoro conquistato, bensì la sensazione di essere comunque fuori posto, invidiosi della sorte di chi era caduto valorosamente sul campo.

Intraprendemmo quindi un nuovo viaggio, ciascuno per la propria strada, consapevoli che non ci restava altro da fare se non passare a nostra volta il testimone.

Qualcuno avrebbe seguito le nostre orme perchè... LE RADICI PROFONDE NON GELANO...